#31 - CURIOSITA'...ZANZIBAR... reinventarsi il futuro nel campo della moda in Africa.

Margherita Marvasi, in arte MAGO', nata a Bologna, con un passato da giornalista nel campo della moda, vive a Zanzibar dal 2004, dove produce capi di abbigliamento rigorosamente made in Africa.

L’amore per gli abiti l’ha respirato sin da piccola, grazie a una nonna sarta e in seguito collaborando con importanti testate giornalistiche come giornalista di moda.


Approdata a Zanzibar, affascinata dalle fantasie e dai colori dei tessuti africani, decide di dar vita ad un proprio marchio di abbigliamento dove mescola elementi europei con stampe africane, con un gusto estetico che richiama molto l’oriente,in particolare il Giappone.


Per realizzare questi capi di abbigliamento, in edizione limitata, Magò si avvale di un team di sarti locali professionisti, debitamente istruiti e preparati da lei stessa.


Cio’ che la guida sono i principi di una moda etica, il che vuol dire che i sarti hanno ottime remunerazioni, comparate agli standard locali, e vengono stimolati al risparmio nell’ottica di pensare al futuro proprio e dei figli, consentendo così l’acquisto di una casa e l’istruzione scolastica. Ai sarti professionisti vengono affiancati giovani e promettenti talenti.


L’etichetta Magò-East Africa è nata nel 2006 e viene venduta, oltre che nel negozio di Stone Town a Zanzibar, in prestigioseboutique italiane.


In un'intervista, alle seguenti domande, Margherita risponde:


Perché hai deciso di fare moda in Africa?

Quando ho cominciato, otto anni fa, i tessuti africani non erano ancora entrati nelle boutiques europee di fascia alta e mi è piaciuta l’idea di mostrare al mondo che a Zanzibar si confezionavano abiti che per stile e qualità erano pari a quelli europei, infrangendo il pregiudizio che tutto ciò che arriva dall’Africa sia cheap.


Qual è il futuro della moda in Africa?

C’è molta attenzione dentro e fuori dall’Africa. Parecchi Paesi hanno inaugurato la loro fashion week, ma temo che finché non ci saranno strutture in grado di produrre in maniera industriale, sia tessuti che manufattura, non si potrà parlare di un vero made in Africa.


Per avere un’idea di che cosa produce Magò date un’occhiata al suo sito.

La nuova collezione di camicie, per fare un esempio, è prodotta con stoffe che provengono dal locale mercato di Zanzibar, in editione limitata, da un minimo di tre a un massimo di nove camicie.

Ogni camicia è tagliata e cucita dall’inizio alla fine da un solo sarto, comprese le asole e i bottoni rivestiti in stoffa. Per realizzare ogni camicia occorrono dodici ore di lavoro ed ogni pezzo è firmato direttamente dal sarto che l’ha cucita.


Quindi dietro ogni capo di abbigliamento c’è un gran lavoro.

Ancora una volta il gusto italiano, coniugato con i materiali e l’artigianalità africana, dimostra di dare degli ottimi risultati.


Per saperne di più:

- www.magoeastafrica.com/

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Margherita Marvasi, aka MAGO', was born in Bologna, with a past as a journalist in the fashion, he lives in Zanzibar since 2004, where it produces clothing strictly made in Africa. The love for the clothes she has breathed since childhood, thanks to a seamstress grandmother and later collaborating with major newspapers as a fashion journalist.

Landed in Zanzibar, fascinated by the patterns and colors of African fabrics, she decides to give birth to its own brand of clothing which mixes European elements with African prints, with an aesthetic that recalls the Japan.

To achieve these garments, limited edition, Magò employs a team of professional local tailors, duly instructed and prepared by herself. What drives her are the principles of ethical fashion, which means that the tailors have excellent remuneration, compared to local standards, and are stimulated to save in order to think about their future and their children, thus allowing the purchase a home and school education. The professional tailors are joined by young people and promising talents. The Magò - East Africa label was created in 2006 and is sold not only in the shop in Stone Town Zanzibar, but in Italian prestigioseboutique too.


In an interview, to the following questions, MArgherita responds:

Why have you decided to do fashion in Africa?

When I started eight years ago, African fabrics had not yet entered into the European high-end boutiques and I liked the idea of ​​showing the world that Zanzibar was used to make clothes for style and quality were equal to those in Europe, breaking the prejudice that everything that comes from Africa is cheap.

What is the future of fashion in Africa?

There is a lot of attention inside and outside Africa. Several countries have launched their fashion week, but I fear that until there are not structures capable of industrially producing, both fabrics that manufactory, we can not speak of a real Made in Africa.

To get an idea of what Mago' produces look at her site. The new collection of shirts, for example, is produced with fabrics that come from the local Zanzibar market, in Limited Edition, from a minimum of three to a maximum of nine shirts. Each shirt is cut and sewn from start to finish by a single tailor, including buttonholes and buttons covered in fabric. To achieve each shirt requires twelve hours of work and every piece is signed directly by the tailor who has sewn.

So, behind every piece of clothing, there is a lot of work. Once again, the Italian taste, combined with the materials and the African craftsmanship, proves to give good results.

For more information:

- www.magoeastafrica.com/

Africa - Safari Tanzania - Zanzibar

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